Esplorare come mangiamo a partire dall'osservazione del quotidiano. Conversazioni con nutrizionisti per riconoscere routine, identificare contesti e dare un linguaggio alle scelte alimentari che si ripetono ogni giorno.
Questo spazio descrive consulenze educative che partono dal ritmo personale: orari, spostamenti, pause, impegni. Non proponiamo piani, non forniamo istruzioni, non promettiamo cambiamenti. Solo dialogo per comprendere meglio ciò che accade abitualmente.
Informazioni
Ogni giornata ha un andamento. Orari di risveglio, blocchi lavorativi, spostamenti, momenti di pausa. Il cibo si inserisce in questo flusso temporale, seguendo finestre e interruzioni che variano da persona a persona.
Le prime ore definiscono il tono della giornata. C'è chi inizia presto con tempo a disposizione, chi parte di corsa, chi lavora da subito. Il primo contatto con il cibo riflette questa partenza: seduti o in piedi, a casa o altrove, con calma o velocemente.
Osservare questo momento significa notare orari, durata, presenza o assenza di routine stabili. Non si valuta se è giusto o sbagliato: si descrive cosa accade normalmente.
Le ore centrali sono spesso occupate da impegni continuativi. Lavoro, studio, cura di altre persone, commissioni. In mezzo a questi blocchi si aprono finestre brevi: pause caffè, pranzi veloci, attese tra un impegno e l'altro.
Identificare questi momenti aiuta a capire quando e dove avvengono le scelte alimentari principali. Mensa, bar, casa, scrivania: ogni luogo porta con sé opzioni diverse e tempi diversi.
Un'abitudine è un comportamento che torna regolarmente senza bisogno di rifletterci ogni volta. Può riguardare cosa si prende al bar la mattina, dove si pranza durante la settimana, cosa si tiene in dispensa, quali marche si acquistano sempre.
Le abitudini alimentari non sono né buone né cattive in sé: sono semplicemente ripetizioni consolidate. Possono derivare da comodità, disponibilità, gusto, orari, compagnia. Spesso restano invisibili fino a quando qualcuno non chiede: "Cosa fai di solito?".
Nelle consulenze informative, il lavoro consiste proprio in questo: rendere visibili le routine attraverso domande neutre, senza giudizi. Nominare un'abitudine è il primo passo per riconoscerla come parte del proprio ritmo.
La settimana non è un blocco uniforme. I giorni lavorativi hanno un ritmo, gli weekend un altro. Questa alternanza crea scenari alimentari diversi che si ripetono ciclicamente.
Sveglia fissa, spostamenti obbligati, pranzi rapidi. I giorni lavorativi impongono una struttura: orari rigidi, luoghi prestabiliti, opzioni limitate dalla disponibilità esterna.
Orari liberi, maggiore tempo a casa, possibilità di cucinare o uscire con calma. Il weekend spesso porta con sé variazioni: pasti sociali, brunch, cene fuori, acquisti settimanali.
Venerdì sera segna l'uscita dalla routine feriale, domenica sera il ritorno. Questi passaggi creano momenti di transizione alimentare: spesa per la settimana, preparazioni, cambio di disponibilità in frigorifero.
Riconoscere questa ciclicità permette di descrivere schemi ricorrenti. Lunedì potrebbe assomigliare a martedì, ma raramente a sabato. Dare nomi a questi diversi scenari aiuta a classificare le abitudini senza appiattire tutto su un unico modello.
Tra un blocco e l'altro della giornata ci sono momenti di passaggio. Tragitti in auto, attese in stazione, camminate, cambi di luogo. Questi momenti sono spesso punti critici per le scelte alimentari.
Andare al lavoro, tornare a casa, accompagnare qualcuno, fare commissioni. Durante gli spostamenti la fame può presentarsi, ma le opzioni dipendono da dove ci si trova: bar lungo il percorso, distributori automatici, negozi aperti.
Finire di lavorare e iniziare le faccende domestiche, chiudere lo studio e passare a impegni personali. Questi passaggi segnano anche il momento in cui si decide cosa mangiare: cucinare, ordinare, riscaldare qualcosa di pronto.
Aspettare un appuntamento, riempire un vuoto tra due impegni, fermarsi perché si è in anticipo. Queste pause brevi spesso coincidono con acquisti alimentari d'impulso o consumazioni veloci.
Nelle consulenze si esplorano proprio questi momenti: dove avvengono, con quale frequenza, quali opzioni sono accessibili. Non per cambiarli subito, ma per capire come si inseriscono nel ritmo generale.
Ogni giorno comporta decine di micro-decisioni alimentari. Molte sono automatiche, altre richiedono una scelta consapevole. Nessuna è giusta o sbagliata: sono semplicemente scelte che si susseguono.
Prendere sempre lo stesso cornetto, ordinare il solito panino, comprare la stessa marca di yogurt. Queste scelte sono rapide perché ripetute: non richiedono riflessione, seguono un percorso già tracciato.
Descriverle aiuta a capire quanto del nostro comportamento alimentare è su pilota automatico e quanto invece richiede una decisione attiva ogni volta.
Cosa c'è disponibile in quel momento? Quanto tempo ho? Quanto costa? Con chi sono? Molte decisioni alimentari dipendono da vincoli esterni: orari di chiusura, budget, compagnia, offerte disponibili.
Riconoscere questi condizionamenti non significa eliminarli, ma vederli chiaramente. Permette di distinguere tra ciò che si sceglie attivamente e ciò che viene scelto dalle circostanze.
Le abitudini alimentari non esistono nel vuoto. Si formano e si mantengono dentro un contesto fatto di elementi concreti e quotidiani.
Cosa c'è in casa, cosa si trova vicino al lavoro, quali negozi sono aperti negli orari in cui si è liberi. La disponibilità fisica di cibo determina gran parte delle scelte possibili.
Quanto tempo si ha per mangiare, per preparare, per fare la spesa. Il tempo disponibile filtra le opzioni: con cinque minuti si sceglie diversamente rispetto a quando se ne hanno trenta.
Dove si mangia: a casa, in ufficio, in macchina, al ristorante. L'ambiente influenza postura, attenzione, ritmo. Mangiare da soli o in compagnia cambia l'esperienza e spesso anche le quantità.
Nelle consulenze informative si mappa questo contesto per capire dentro quale cornice si muovono le abitudini attuali. Non per giudicare se il contesto è favorevole o meno, ma per descriverlo con precisione.
Le consulenze si svolgono online attraverso videochiamate. Sono incontri informativi ed educativi con nutrizionisti, focalizzati sull'esplorazione delle routine e dei contesti quotidiani.
Ogni sessione dura circa 45-60 minuti. Il nutrizionista pone domande sul ritmo giornaliero e settimanale: orari, spostamenti, abitudini consolidate, contesti ricorrenti.
Non ci sono prescrizioni, non si forniscono menu, non si promettono risultati. L'obiettivo è descrivere e classificare ciò che già accade, offrendo un linguaggio per parlare delle proprie routine alimentari.
A seguito delle sessioni possono essere condivisi materiali informativi: schemi per osservare il proprio ritmo, vocabolario per descrivere abitudini, domande guida per continuare l'osservazione autonomamente.
Tutto rimane sul piano educativo e informativo. Non vengono forniti piani alimentari personalizzati, dosi o indicazioni specifiche su cosa mangiare o evitare.
Queste consulenze non sostituiscono percorsi che richiedono supporto specifico. Non proponiamo soluzioni, non monitoriamo progressi, non fissiamo obiettivi di cambiamento. Sono conversazioni per comprendere meglio il proprio quotidiano alimentare attraverso l'osservazione del ritmo di vita.
Significa partire dall'osservazione del quotidiano: orari, routine, contesti ricorrenti. Invece di applicare modelli standard, si descrive ciò che già accade nella vita di ogni giorno, riconoscendo schemi e ripetizioni.
No. Le consulenze sono informative ed educative. Non vengono forniti piani, menu, dosi o istruzioni su cosa mangiare. L'obiettivo è esplorare e descrivere le abitudini attuali, non sostituirle con nuove indicazioni.
Non promettiamo cambiamenti. Le consulenze offrono strumenti per osservare e nominare le proprie routine, ma non stabiliscono obiettivi di modifica né tempi di realizzazione. Ogni persona decide autonomamente se e come utilizzare le informazioni ricevute.
Le consulenze sono di carattere generale e informativo. Non riguardano situazioni che richiedono attenzione specifica, monitoraggio o interventi mirati. Per esigenze particolari è opportuno rivolgersi a professionisti specializzati.
Attraverso videochiamata, in giorni e orari concordati. Il nutrizionista pone domande per esplorare il ritmo quotidiano e le abitudini alimentari, senza valutazioni o giudizi. La conversazione è orientata alla comprensione, non alla correzione.
Non è necessaria alcuna preparazione particolare. Può essere utile aver riflettuto brevemente sui propri orari abituali e sulle routine settimanali, ma non ci sono compiti o documenti da preparare in anticipo.
Non diamo indicazioni standard. Ogni persona valuta autonomamente se una singola sessione è sufficiente per gli scopi informativi o se desidera approfondire ulteriormente. Non esiste un percorso obbligato o un numero minimo di incontri.
Le sessioni sono orientate all'esplorazione del ritmo e delle abitudini, non all'analisi specifica di alimenti singoli. Le risposte restano su un piano educativo generale, senza entrare in dettagli che richiederebbero valutazioni personalizzate.
Le consulenze sono individuali per permettere un'esplorazione personale del proprio ritmo. Sessioni di gruppo non sarebbero adatte al formato informativo proposto, che si basa su domande specifiche sulla routine di ciascuno.
I materiali informativi offrono spunti per continuare l'osservazione autonoma delle proprie abitudini. Non sono guide operative o programmi da seguire, ma strumenti di riflessione personale.
Non rientrano diagnosi, valutazioni su situazioni particolari, indicazioni su quantità o frequenze, obiettivi di modifica, monitoraggio di progressi, prescrizioni o esclusioni di alimenti. Le consulenze rimangono sul piano descrittivo ed educativo.
Per ricevere maggiori informazioni sulle consulenze informative o per fissare una prima sessione online, è possibile inviare una richiesta tramite il modulo.
Le richieste vengono elaborate nei giorni lavorativi. Verrà fornita una risposta con dettagli su disponibilità, modalità di svolgimento e aspetti organizzativi.
Indirizzo: Via Etnea 128, 95131 Catania, Italia
Telefono: +39 095 7826 341
Email: [email protected]
Queste consulenze sono pensate per chi desidera dare un nome alle proprie routine alimentari quotidiane, riconoscere i contesti in cui si ripetono e acquisire un linguaggio per descriverle. Non sono destinate a chi cerca soluzioni rapide, piani dettagliati o promesse di cambiamento.
L'approccio resta informativo ed educativo: osservare il ritmo di vita, identificare le abitudini consolidate, esplorare i contesti che le sostengono. Senza obiettivi prestabiliti, senza valutazioni, senza aspettative di risultati misurabili.